Fattore giovani, così ripartono lavoro e sviluppo.

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Investire sui giovani è un imperativo categorico finalizzato sia al rilancio del sistema socio economico italiano, sia per rafforzare gli equilibri intergenerazionali nel lavoro. Un tema di cruciale importanza affrontato nel convegno tenutosi a Milano Fiera alla fine dello scorso Ottobre nell’ambito del Forum Internazionale del Lavoro e promosso dalla Flaei – Cisl con il titolo “Superare la crisi investendo sui giovani”.
L’incontro, presieduto dal segretario generale della Flaei-Cisl Carlo De Masi ha potuto contare sulla partecipazione del segretario generale della Cisl Lombardia Osvaldo Domaneschi, di rappresentanti di primo piano delle più importanti imprese elettriche italiane, con Marianna De Luca, Responsabile Area Infrastrutture e Reti di Enel Italia, dell’amministratore delegato di Nucleco Emanuele Fontani, del responsabile delle Relazioni Industriali di Edison Stefano Giudici, del direttore delle relazioni industriali di A2A Luigi Caronni, nonché del giurislavorista Ciro Cafiero, e della presidente della Fidae Lombardia Suor Anna Monia Alfieri. Le conclusioni sono state affidate al segretario confederale della Cisl Giovanni Luciano.
I relatori hanno colto l’opportunità per illustrare ciascuno le iniziative intraprese dalle rispettive aziende per la valorizzazione dei giovani, il loro inserimento nel mondo del lavoro e soprattutto per individuare risorse e strumenti decisivi per il capitale umano.
Le linee di intervento più incisive presentate da vari relatori hanno messo a fuoco la necessità di creare un forte gruppo intergenerazionale per rafforzare la coesione all’interno delle aziende, realizzare una formazione permanente, mettere a punto politiche inclusive, soprattutto
per i giovani, ma che coinvolgano attivamente il personale più esperto, per intenderci la fascia dei cinquantenni e sessantenni che debbono rimanere al lavoro ancora per molto tempo e debbono essere considerati una risorsa decisiva per il bene delle imprese.
Emanuele Fontani di Nucleco ha dato voce al programma di investimenti della società in forte sviluppo, ciò ha comportato una quota di assunzioni di giovani del 17-18% negli ultimi anni.
Gli altri relatori si sono invece soffermati sia sulle buone pratiche per le assunzioni dei giovani sia sulla gestione senza esuberi della crisi che ha investito il termoelettrico, elemento di preoccupazione per le negative ricadute che determina sui livelli occupazionali. E’ il caso ad esempio di Edison che negli ultimi quattro anni ha dovuto chiudere 10 centrali produttive. Una analisi più squisitamente giuridica e sociologica è invece
stata offerta da Ciro Cafiero e da Suor Anna Monia. Il primo ha indicato i limiti e le opportunità dell’attuale legislazione sul lavoro agile, la seconda ha fatto sentire forte e chiara la passione civile verso una scuola
paritaria per un modello sociale inclusivo, dove i giovani siano in primo piano, non come un problema da risolvere, bensì in quanto risorsa indispensabile per trasformare il Paese.
“Oggi è tempo della buona politica e della buona economia – ha ricordato nel suo intervento il segretario generale della Cisl Lombardia Osvaldo Domaneschi – serve un progetto ambizioso, in grado di modificare in profondità quei parametri che dall’inizio del millennio costituiscono un problema irrisolto per tutte le società dell’Occidente. Dobbiamo avere la capacità, la voglia e l’energia per affrontare un grande cambiamento etico, culturale e politico, in grado di ridisegnare i principi di una storia nuova per l’Italia e l’Europa”. Ma non solo.
“Occorre costruire – ha scandito il segretario generale della Flaei Cisl Carlo De Masi – una nuova e più efficace architettura produttiva, all’interno della quale coniugare ogni tipo di scelta capace di investire sul lavoro e sui giovani”.
Non è un caso che siano le Imprese in grado di traguardare il futuro, di fare ricerca, di investire in innovazione, quelle creano posti di lavoro, nuove aspettative, strategie industriali, valore internazionale. ”Anche il settore elettrico italiano – ha ricordato De Masi – è stato percorso da numerosi fattori di criticità:

liberalizzazione non governata;

privatizzazioni spinte;

mancanza di programmazione strategica;

efficientamenti eccessivi;

trasformazione industriale;

internazionalizzazione delle imprese con effetti negativi sul Comparto della generazione termica e sull’occupazione diretta e dell’indotto”.
Siamo infatti in una fase di forte transizione energetica, dal cui esito, se governata in maniera concertata,potremmo tornare a creare valore per le imprese e rilanciare l’occupazione.
”L’introduzione di un equilibrato meccanismo di capacity market può dare respiro al comparto termico. Innovazione di rete, banda larga, domotica, mobilità elettrica, storage, rappresentano la nuova frontiera delle Multiutilities italiane – ha aggiunto De Masi -. Lo smantellamento di alcune centrali termiche e il decommissioning del nucleare con la bonifica, messa in sicurezza e riutilizzo di siti strategici sono opportunità di sviluppo e di lavoro che non possiamo vanificare”. Da evidenziare, poi, come in questi anni quasi tutte le aziende elettriche hanno sofferto. Ma il sindacato di categoria, in particolare la Flaei, ha accompagnato con responsabilità e impegno tutti i processi riorganizzativi, cercando di portare a casa accordi che consentissero da un lato di tutelare il lavoro esistente, dall’altro di rilanciare l’occupazione, in particolare dei giovani. ”Siamo stati i primi a sottoscrivere – conclude il segretario generale della Flaei Cisl – patti intergenerazionali in Enel e in alte aziende del Settore (Art. 4 Legge Fornero), così come l’alternanza scuola-lavoro, anche con qualche sacrificio da parte dei meno giovani (vedi agevolazione tariffaria energia elettrica)”.
Una scommessa vincente quella di puntare sui giovani come ha evidenziato anche Giovanni Luciano, segretario confederale Cisl. ”Ben vengano scelte operative e progetti per investire sui giovani, ampliare la base degli occupati, coinvolgendo soprattutto e in modo crescente le donne – ha sostenuto Luciano- Elementi questi di una innovazione economica e tecnologica che tuttavia non può prescindere da un grande disegno strategico che manca all’Italia ormai da decenni, a partire dal versante energetico-ambientale. L’attuale crisi di sistema ha travolto le giovani generazioni, non solo per gli effetti negativi di uno shock dell’economica mondiale dai confini incerti e dalle ricadute non ancora quantificabili, bensì a causa di una fragilità evidente del nostro Paese, privo di concreti e coerenti modelli di sviluppo sociale”.
Questo ha determinato effetti ancora più dirompenti sull’occupazione, nonché sulla struttura complessiva dell’economia italiana.

”Non si è trattato solo di una grave perdita di competitività, di reddito o della caduta del Pil – ha osservato ancora Luciano – È andato in frantumi, in realtà, quella sorta di organizzazione di piccola impresa o di sostegno pubblico che negli anni aveva dominato le scelte dell’economia e della politica italiana”. Un intervento a tutto campo quello del segretario confederale della Cisl partendo dall’economia reale e dalla necessità di ancorare la ripresa economica sia ad una solida crescita della domanda interna, sia a politiche chiare in favore del lavoro, degli investimenti per i giovani, di una equità sociale ed una sostenibilità economica, perseguita non a scapito dei diritti e delle aree più fragili del Paese. ”L’impegno del sindacato, del mondo economico e imprenditoriale, della politica deve essere incisivo e rapido – sostiene Luciano – per generare quella riconversione indispensabile a ridare fiducia al Paese, promuovere gli investimenti, scommettere sul coraggio dei giovani per superare le profonde fratture presenti nel Paese”. Infine.

“La risposta alla crisi che incombe – ha concluso Giovanni Luciano – non è nel rincorrere chimere del passato, bensì nel saper interpretare il futuro. Solo dando dignità alle nuove generazioni, attraverso un lavoro stabile e duraturo, saremo in grado di determinare la lucida follia di una rivoluzione etico-sociale, capace di rispondere all’egoismo della finanza e delle rendite, per uno sviluppo solidale e rispettoso dell’ambiente”.
Ubaldo Pacella

pubblicato su http://www.conquistedellavoro.it/

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