COVID. CAFIERO (GIUSLAVORISTA): BENE CARTABIA SU OBBLIGO VACCINI OPERATORI SANITARI

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MODELLO CHE PARTI SOCIALI POTREBBERO SEGUIRE PER AGGIORNAMENTO PROTOCOLLO SICUREZZA (DIRE) Roma, 1 apr. – “La decisione del ministro Cartabia sull’obbligo dei vaccini per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario (art. 4 dello schema di decreto legge approvato ieri in Consiglio dei Ministri)

va sicuramente appoggiata”. Cosi’ Ciro Cafiero, giuslavorista.

“Le ragioni sono tre- spiega- La prima e’ che la decisone tutela il diritto alla salute, del singolo lavoratore (art. 2087 c.c. e d.lgs. 81/2008)e della collettivita’ ( in funzione solidale) nel segno degli articoli 2 e 32 della Costituzione. La seconda e’ che questo obbligo potrebbe configurarsi come un onere: una condizione essenziale per lo svolgimento di alcune attivita’ lavorative. Come lo e’ la patente per i lavoratori adibiti alla guida. Ce lo ricorda la sentenza n. 218 del 1994 della Corte Costituzionale in relazione ai trattamenti sanitari per i malati da HIV. La terza e’ che, nel rispetto del principio di autodeterminazione della persona ai trattamenti sanitari, previsto al comma 2 dello stesso art. 32 della Costituzione, i lavoratori che rifiutano il vaccino non possono essere licenziati ma adibiti a mansioni diverse (per inidoneita’ a svolgere mansioni a contatto con il pubblico) oppure, ove cio’ non sia possibile, sospesi dal lavoro senza retribuzione”. Si tratta, prosegue, “di una scelta che puo’ dar pace al dibattito che si e’ acceso nel mondo del lavoro. E soprattutto di un modello che le Parti Sociali potrebbero seguire per l’aggiornamento del Protocollo sulla Sicurezza dei luoghi di lavoro (anti contagio)”.

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